Marina Minet - So di mio Padre, me
“Un grano di rubino”, così complesso e prezioso, così singolare è il tema di questa raccolta di Marina Minet, una poetessa che certo arrotonda le immagini in versi semplici, scorrevoli come fossero naturali. La raccolta, divisa in due parti, nella prima prima “Tenere rovine” è come se preparasse alla seconda, con il suo lineare e delicato soffio d’infanzia, incastrata in immagini nitide e snelle tanto da sembrare visibili in noi, nel nostro stesso percorso di vita. La seconda parte invece descrive il nocciolo della raccolta e dà, pertanto, anche titolo all’intera silloge: la figura paterna. Se nella prima parte è modellata tra le immagini, l’inconsapevolezza, la freschezza dell’infanzia, nella seconda, attraverso la figura del padre, si nota la forza di questo io che cresce tuttavia consapevole, ben lucido a trasmettere l’idea di sé e la propria identità, formata forse di riflesso alla figura del padre, quasi percepito come un “ostacolo molesto”. Attraverso la figura del padre, appunto, l’io identifica e conosce se stesso. Più volte infatti viene nominata la verità tra le righe, perché dalle piccole verità di un padre, cresce e viene modellata la coscienza di un figlio: “La verità del buio è l’incoscienza”. Un disegno complesso questa figura del padre, che raffigura in pochi versi diversi sentimenti umani quale l’orgoglio, l’ira, la tenacia, la volontà ed altri. Dietro questi sentimenti si nasconde una figura paterna quasi dispotica, di forza troppo sconfinata per un figlio, quasi fosse un dio: “Niente muore del tuo regno”; ma al contempo, una figura paterna debole che cerca di vincere le proprie sconfitte. Il tutto, chiude poi quasi in modo amaro: “Lo sguardo al passato è un destino”, con la consapevolezza che tutto, i sentimenti, le nostre storie, facciano parte della nostra vita, formando il nostro destino.
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7 Comments
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Grazie a Teresa di cuore, per questo piccolo ma prezioso dono…
Anila
Bella, forte e potente come un tuono la poesia di Teresa. Conoscevo già i versi di ‘So di mio padre, me’, ascoltati e apprezzati in una video-poesia qualche mese fa. Un ottimo lavoro per un tema importante come quello della figura paterna, che ha attraversato tutta la letteratura occidentale dall’antichità ai nostri giorni.
Congratulazioni alla Redazione e in particolar modo all’autrice. Mapi
Analisi poetica del rapporto col padre condotta con una grande attenzione al linguaggio ma anche alla restituzione dei sentimenti.
“Noi ombre a rotazione
riflesse somiglianze”.
“So di mio padre la schiena curva”
“So di mio padre la patria sospirata”
“So di mio padre la tomba ignorata”
…ma “Niente muore del tuo regno”
Una lettura che induce anche nel lettore la rilettura del rapporto col proprio padre.
Complimenti a Marina Minet
Antonio
complimenti a Teresa per questi versi.
Sono grani, vertebre,
della stessa schiena.
vincenzo celli
Grazie a voi per la testimonianza e le parole!
Teresa sicuramente ne sarà orgogliosa…
^^
Anila
Vi ringrazio infinitamente!*
Grazie nuovamente Anila e Clepsydra*
Un ottimo lavoro!