Progetto Poesia Anonima

Apr 22nd, 2009 by anila resuli in Uncategorized

 

 

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La Redazione

 

 

34 Comments

  • annamaria ferramosca

    Le mie ragioni sono nella nota pubblicata in Facebook il 19 aprile 2009. Sono autore e sostengo la poesia scelta con protezione dell’anonimato.
    annamaria ferramosca

  • dichiarazione di voto anonima, sebbene per commentare sia obbligatorio nominarsi

  • No, questa non dovrebbe essere una dichiarazione di voto anonima perchè si vorrebbero anche capire le ragioni della decisione di ogni votante, per discuterne insieme.
    E’ questo lo scopo del sondaggio infatti: la discussione!

  • in effetti giocavo un pò d’ambiguità tra i termini: s’intendeva una scelta per l’anonimato

  • “Guardate: solo libri anonimi affollano le biblioteche del mondo”
    (G.Manganelli, Lo scrittore non esiste)

  • sono lettore e sostengo la poesia anonima perchè se è vera Poesia ,tocca nel profondo anche senza firma.In un momento successivo interesserà il nome dell’autore per capire le ragioni profonde del pensiero poetico scaturito, è ovvio, dal vissuto del poeta di cui si cercherà di sapere …tutto.

  • penso sia un’ottima idea, vantaggiosa per tutte le componenti coinvolte nell’iniziativa…non solo autori ed editori, ma anche i lettori che poi sono l’obiettivo finale della parola scritta.. inoltre potrebbe guadagnarci la Poesia, che troppo spesso in questo periodo storico, è diventata autoreferenziale, perdendo appeal presso il pubblico vero, ormai nel 90% i lettori di poesia sono altri autori… siamo finiti in un ghetto che abbiamo costruito noi stessi, questa è la mia opinione..

  • Io penso che l’anonimato sia fondamentale nella fase di selezione dei testi (qualsiasi tipo di selezione) per garantire una scelta basata solo sulla poesia e non sul nome o il curriculum dell’autore. Poi credo sia giusto, sia per il lettore che per l’autore, dare una paternità/maternità alle opere. L’anonimato è una condizione che rimane a prescindere dall’attribuzione e credo che si stia ancora tentando di risalire agli autori che nei secoli passati hanno creato lavori (penso alla scultura, alla pittura, alla musica e a tutta l’arte) oggi patrimonio della cultura. Patrimonio diventano sia opere di incerta attribuzione che opere nominalisolo, nel primo caso, c’è un problema ancora aperto di collocazione, nel secondo almeno questo è superato.
    Non vorrei che gli studiosi del futuro si trovassero con lo stesso problema per il presente: saper collocare un’opera a un periodo e a una storia è fondamentale per capirla (o interpretarla, preferisco).
    Non credo che una poesia anonima sia più letta. La poesia non viene letta in nessun caso per motivi vari, sociologici e non, che vanno oltre il narcisismo dell’autore.
    In fine so, parlando da lettrice, che non avrei saputo cosa cercare se non avessi legato alle poesie che mi hanno più colpito un nome che mi ha portata a cercare altri testi e ad approfondire.
    Quindi credo che l’anonimato possa essere una scelta per una singola iniziativa ma non un concetto da avvalorare in toto. In questo senso mi pare faccia tornare a uno stato storico di ignoranza (nel senso etimologico del termine) che non giova particolarmente a nessuno.
    Pur ribadendo quanto sia fondamentale nella fase di selezione o di discriminazione prima di un valore poetico, poi trovo fondamentale per la curiosità e la voglia di approfondimento, legarla al suo autore.

  • L’idea dell’anonimato infatti dovrebbe comportare solo la selezione dell’autore.
    Un editore ovviamente che mette in scena una votazione, sa benissimo chi è l’autore e non è certamente lui a votare o meno l’autore, ma i lettori che poi sarebbero disposti a comprare il libro.
    Poi ovvio l’autore può benissimo decidere di pubblicare l’opera col suo nome e cognome, ma non è detto che pure questo accada…ma la selezione è importante che avvenga in anonimato…
    grazie a tutti per i vostri commenti!

  • Un autore con una forte personalità è sempre riconoscibile, anche se anonimo…e poi ogni iniziativa è buona pur di…uscire dall’anonimato.

  • Lelio Scanavini

    Le Opere (di poesia, musica, pittura, ecc.), una volta prodotte, vivono di vita autonoma - staccate dagli autori -, e ognuno lo ammette. Perché allora non siamo conseguenti e non cancelliamo dai frontespizi il nome dell’autore (inteso come “firma”)? Io credo nella poesia anonima, senza proprietari e fori competenti, senza pubblicità o raccomandazioni, senza crismi ufficiali o patenti di immortalità. Credo nella poesia “sorgiva”, sprecata, sparpagliata nelle strade, seminata e raccolta.

  • Sono contraria semplicemente perchè da una poesia non si potrà mai capire il vero percorso artistico di una persona.
    Difficile è dare un giudizio senza penetrare all’interno dell’identità del poeta.

  • Tomaso capisco la tua scelta ma non la comprendo per una ragione semplice: quando leggo un autore, per dire che la sua poesia mi piace e mi sconvolge, non mi serve sapere se ha vissuto a Singapore o Cina, e nemmeno se è vivo o morto.
    Quell’autore lo leggo perchè mi preme scoprire la sua poetica attraverso i miei occhi più di ogni altra cosa.
    Che poi dopo aver letto e apprezzato io voglia approfondire di più la sua poetica questo è un altro conto.
    Io comprendo che oggigiorno vogliamo affermare continuamente la nostra individualità, ma questo non toglie che noi possiamo fare molto di più per essa.
    Io come individuo, definisco molto di più il mio lavoro di scrittore se percepisco un voto nell’anonimato della mia persona, che quando tutti sanno come scrivo, quello che si aspettano dalla mia scrittura e così via.
    Qui si denuncia soprattutto un malessere di fondo della scrittura e della messa in scena di essa: non vi è più ormai limite alla pubblicazione. Vengono spesso fatte anche a pagamento e agli editori questo fa comodo, perchè tanto vengono comprate le copie dall’autore e l’editore, giustamente non fallisce. Vengono quindi pubblicati spesso libri illeggibili e immondi, pieni di autoreferenzialità innaturali e incomprese.
    Perchè quindi non mettere una votazione per tutti gli autori che arrivano all’editore e quindi mettere il lettore subito di fronte ad una scelta dell’autore?
    Così l’editore avrà sicuramente le sue copie pubblicate, l’autore verrà letto (che poi scelga o meno di schiaffarci la sua faccia in copertina una volta pubblicato, ci interessa poco), e soprattutto il lettore sarà soddisfatto, che per un autore SERIO è la cosa più importante.
    Gli autori è vero scrivono principalmente per se stessi, perchè la scrittura è come un bisogno viscerale dell’Io di pronunciarsi, ma un autore serio è sempre alla ricerca del nuovo, senza compromettere la sua individualità: ha sempre bisogno di arrivare ad un Io più complesso e migliore.
    Quindi questo dovrebbe indicare una ricerca continua della scrittura, senza mettere in vetrina qualcosa di completamente inaccettabile.
    Perchè quindi avere paura di una votazione?
    Perchè avere paura di essere votati dai propri lettori e quindi che essi decidano la tua pubblicazione?
    La cosa sembra completamente un ossimoro per coloro che vogliono essere LETTI PERCHè AMANTI DELLA POESIA.
    Non confondiamo quindi l’anonimato con una serie di paure come
    - la perdita di coscienza dei propri scritti
    - il plagio (non sussiste come problema perchè l’editore sa benissimo chi è l’autore e sa chi pubblicherà a fine votazione)
    - addirittura perdita nel tempo della legittimità degli scritti (è l’autore che decide se proporre la propria faccia o la propria scrittura e basta)…

    Il concorso che nell’anonimato si propone, spiega bene le fasi di come questa scelta avverrebbe, quindi leggiamo, scrutiamo e non confondiamo la reale svolta nel lavoro di autori ed editori…

    Questo sarebbe un passo giusto verso la buona poesia, quella vera…

  • secondo me, la libertà della parola non passa attraverso l’anonimato -
    secondo me questo progetto va oltre - è come regalarsi il piacere assoluto della sola parola poetica, senza il “disturbo” condizionante del nome che l’accompagna.

    E non è assolutamente poco, secondo me.

  • Elena di Troia

    La poesia non ha bisogno di nomi e cognomi. La poesia è fine a se stessa.
    Molto meravigliata dalle asserzioni di qualcuno che credevo persona creativa per il piacere di esserlo e qui denuncia solo artificio. Lo stile è forse riconoscibile, i momenti d’anima mai. Possono essere scritti con i guantoni da boxe o con le dita leggiadre della primavera.

  • Mi sono chiesta a lungo se rispondere o no perché odio le polemiche ma visto che, a parte Anila, Annamaria e Francesca sono l’unica a non aver esteso la poesia anonima alla civiltà anonima cerco di dire un paio di cose che secondo me è importante separare e sottolineare.
    Socialmente la moralità viene applicata non perché si ha realmente interiorizzato il concetto di giusto/ingiusto ma per paura della punizione. Per questo se il concetto di anonimato venisse avvalorato in toto sarebbe un esito sociale catastrofico.
    Ogni sorta di piccola o grande criminalità dilagherebbe. Come il piacere di regalarsi un volto nominale corretto e uno non nominale scorretto.
    Sarebbe disastroso.
    Ma, per lo stesso motivo per cui socialmente l’anonimato (con la sua garantità impunità) porterebbe alla luce la peggio natura umana, dovrebbe essere usato nella selezione poetica. Per evitare che l’antipatia/simpatia, il pregiudizio, la gelosa, l’invidia (tutte amene caratteristiche che sovrappopolano l’habitat culturale della poesia) ma anche l’amicizia possano oscurare il verso.
    Il commento sopra è molto significativo nel mostrare queste due evidenze. Per cui assolutamente sì all’anonimato poetico (almeno in fase di selezione) ma guai all’anonimato sociale. Anche i commenti anonimi sono molto molto rischiosi. La duplicità non ha senso di esistere. Se si ha un’opinione la si ha sia con il proprio nome che con un nick. Oppure sbaglio?

  • Elena di Troia, sinceramente non voglio nemmeno sapere a chi ti riferisci con le tue parole…ma non puoi venire qui e dire qualcosa, con ironia o attacco, nascondendoti per giunta dietro ad un nick…
    è vero che si denuncia un desiderio per l’anonimato, ma siamo autori e coscienti di quello che affermiamo o siamo fantocci?
    quindi per favore, non voglio che si lancino offese, anche indiritte, o anche solo stralci di offese che nascondono altro dietro, che noi poveri ignoranti non riusciamo a comprendere…se no, faccio bene il moderatore e cancello i commenti del tutto…grazie…

    grazie Maeba per la tua testimonianza…
    comprendo il tuo discorso e devo dire che non hai tutti i torti a preanunciare il disastro in caso di diffusione della poesia fatta in modo non giusto… l’anonimato anche secondo me ha senso per la selezione…poi, dal punto di vista sociale è giusto ci siano volti, nomi, coscienze che fanno parte di un insieme più complesso come la società stessa…grazie…

  • Ho dimenticato di ringraziare Francesca…che per questo progetto di anonimato ha fatto tanto e ne sono contenta e felice…
    Grazie! Davvero… ^^

  • Ciao a tutti!
    Noto che il dibattito è abbastanza acceso. Il problema della poesia, però, credo che non sia l’anonimato, bensì una cosa molto più grave. La poesia è inascoltata dai più. Quelli che ne usufruiscono, nella maggior parte dei casi, sono coloro che hanno ambizioni poetiche. E che raramente comprano libri di poesia.
    Vi invito a fare questo esperimento: chiedete alle prime dieci persone che incontrate chi è Luzi, Raboni,Kavafis,Tagore. Sono sicuro che se riuscirete a trovare una persona in grado di darvi una risposta siete stati fortunati.
    L’anonimato è una questione relativa.
    E’ la poesia stessa a dover uscire dall’anonimato…
    Certo una poetica che si chiude in se stessa, che diventa criptica e che non riesce a “comunicare” è sulla buona strada per essere poesia anonima, anche se reca in calce il nome del suo autore.

    Spero di aver offerto uno spunto di ulteriore riflessione. Cari Saluti.

    Alessio

  • Alessio il problema che tu poni va oltre la poesia in fase pre-pubblicazione…tu parli di poesia già edita e già ben nota nel mercato, che sia nota da pochi o da molti questo è altro conto…

    con questo progetto si cerca piuttosto di fare una pulizia della poesia, prima che questa venga messa in vetrina…
    io non pretendo, come autore, che tutti i passanti a cui faccio la domanda che poni, mi dicano qualcosa…anzi, mi interessa ben poco che la “massa” conosca la vera poesia, ma almeno coloro che stanno dentro la poesia, fino al collo, sappiano distinguere la buona poesia, senza sottostare agli schemi di nomi e cognomi che hanno pubblicato chissà quanti libri, ma spesso risultano peggiori di altri…
    è questo che si cerca, la pulizia dagli schemi…dai nomi e cognomi, perchè vi sia solo poesia sul tavolo su cui si lavora e si discute…non nomi e cognomi che devono per forza essere pubblicati perchè tizio caio e sempronio :)

  • Marzia Ercolani

    La poesia non ha autori. Alcuni autori poi hanno fatto della loro vita una poesia, e averli conoscerti grazie alla loro opera ci ha regalato spaccati della storia, dell’evoluzione del pensiero poetico.
    Detto questo i versi sono del mondo, della terra, dell’essere umano e colui che li legge non è diverso da colui che li scrive, entrambi godono di questa magia.

  • Marzia Ercolani

    La poesia non ha autori. Alcuni autori poi hanno fatto della loro vita una poesia, e averli conoscerti grazie alla loro opera ci ha regalato spaccati della storia, dell’evoluzione del pensiero poetico.
    Detto questo i versi sono del mondo, della terra, dell’essere umano e colui che li legge non è diverso da colui che li scrive, entrambi godono di questa magia.

  • lucetta frisa

    La grande comunità dei poeti costituisce la POESIA. La poesia è un intero,un prisma caleidiscopico, ogni sua rifrazione porta il nome di un poeta. L’idea di questo anonimato proposto da Annamaria mi piace e credo valga la pena di fare l’esperimento che lei suggerisce.

  • annamaria ferramosca

    Sembra fin qui che la proposta, sebbene ancora con piccoli numeri, incontri il favore dei partecipanti al sondaggio.hanno aderito siti e molti lettori a livello individuale, ma abbiamo ancora bisogno di molte moltissime conferme. E lo scopo val bene uno sforzo da parte di ognuno di noi.Basterebbe comunicare ad altri siti preferibilmente collettivi questa proposta e chiedere di inserirla in home page, anche solo per ampliare il dibattito, la verifica.Il resto verrebbe da sè.Grazie a tutti coloro che hanno già espresso la loro opinione, anche contraria. Ogni elemento critico è utile a migliorare la proposta.
    Andiamo avanti con pazienza, perchè siamo più che convinti di una possibile traduzione in realtà.Se siamo in tanti.

  • Avevo da secoli questa stessa idea (anche per la prosa). Ho votato a favore, però, accidenti, i votanti sono solo 109…
    Sergio Corduas

  • allora continua a crederci e a diffondere l’idea.un abbraccio
    annamaria

  • a chiunque si affacci qui, diciamo
    che il sondaggio è sempre aperto. non abbiamo fretta, l’idea rimane e chiunque può diffonderla.

  • ELENCO di quanti hanno voluto anche esprimere su facebook,o per e-mail a me inviata,o attraverso un commento nel sondaggio, parere FAVOREVOLE alla proposta (sono assenti nell’elenco i favorevoli che che non hanno lasciato il loro nome con un commento al sondaggio o in altra forma):

    ANILA RESULI (clepsydraedizioni.com)
    GIANMARIO LUCINI (poiein.it)
    ANNA ANTOLISEI (ilgiornalaccio.net)
    ANTONIO LAURICELLA (ilgattopardo.altervista.net)
    ROBERTO CECCARINI (rossodisera.it)
    LELIO SCANAVINI (rivista Il Segnale)
    FRANCESCA PELLEGRINO
    MAEBA SCIUTTI
    LILIANA ZINETTI
    LUCETTA FRISA
    ALFREDO DE PALCHI
    GIACOMO CERRAI
    FRANCESCO MAROTTA
    ALFREDO RIENZI
    PATRIZIA CAFFIERO
    VIVIANAS SCARINCI
    FARAON METEOSES
    ALESSANDRA FORTE
    DOMENICO ALVINO
    ROSALBA FERRARA
    ED WARNER
    SERGIO CORDUAS
    FEDERICO SOLLAZZO
    VIOLA AMARELLI
    LUCIANA VASILE

  • DanielaCasarini

    ho risposto -a favore- al sondaggio e ripeto due parole già dette tra i commenti. che per me l’anonimato così concepito, è una “livella”, solo ed esclusivamente a favore della poesia.

    Buon W.End a tutti

  • aderisco al progetto di poesia anonima

  • favorevole

  • annamaria ferramosca

    il sondaggio continua. il progetto resta aperto. noi non molliamo. vorremmo che si allarghi al massimo il dibattito sulla selezione in anonimo, come di recente in facebook(vedi post di anila resuli).speriamo che gli autori selezionati,oltre a votare a favore, si facciano promotori della diffusione del metodo.un saluto a tutti coloro che passano
    Annamaria Ferramosca

  • Heh am I literally the first comment to your great writing!?

  • annamaria ferramosca

    ops, vogliamo che si allarghi al massimo,etc…
    vogliamo pure che chi viene pubblicato in e-book dia il suo voto,crediamo implicito, favorevole alla selezione in anonimo…
    un saluto a tutti,
    annamaria ferramosca