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Mar
Claudio Pagelli - Buchi bianchi
by anila resuli in ebook n 20 c pagelli, ebook poesia
“non buttarmi addosso / le spine dei tuoi occhi”: è fatta di spine, di ombre, di spiragli che filtrano poca luce la poesia di Claudio Pagelli; una poesia molto intima, carnale e consapevole che ogni verso sia parte di un qualcosa che va oltre, che respira, nasconde e disseta. All’interno vi sono giochi di luci ed ombre, visioni e memorie, parti di “quel camminare distratto” che alterna il darsi ed il sottrarsi a colei che, in qualche modo, annida l’amore. E’ immancabilmente una poesia d’amore questo insieme d’immagini e di susseguirsi di metafore originali, che cercano continuamente l’altro, la presenza dell’amata, il suo tocco: “toccami come si tocca una luce rara”, “questa radice d’aria / che mi tiene ferma come pietra”, “artigli che strappano l’anima”; tutti richiami ad un amore carnale e viscerale che denuda l’anima di fronte all’amata. Non sembra esserci spazio per la solitudine tra questi versi, eppure nell’amore, l’io poetico pare solo, come se l’amata non guardasse e non s’accorgesse di lui “sono qui, mi vedi?”. E’ però in questa solitudine, mista a delusione, che il poeta continua a cercare l’amore: “questa radice d’aria che mi tiene ferma come pietra”, ben saldo nella sua posizione e nella sua ricerca dell’amata. Anche la forma compatta della poesia, i versi brevi, la linearità del verso, le pause, creano l’atmosfera di una poesia intima, una poesia che ben conosce se stessa e non manca alla ricerca della perfezione del verso, in ogni dettaglio ed ogni curvatura delle immagini.







